Musica Ad Arte

CONCERTI DI MUSICA E PITTURA A PADOVA

Musica e Arte: la musica incontra l’arte con un’esibizione originale, una serata diversa dal solito. Mentre i “Love Me Forever” vi faranno rivivere i più bei successi pop-rock degli anni ’80-’90, Alessia Mostacchi di Ad Arte dipingerà a suon di musica!

“L’arte esprime i moti dell’anima, può cambiare lo strumento espressivo ma l’importante è manifestare il proprio sentire e creare relazione con noi stessi e col mondo che ci avvolge” Alessia Mostacchi


PERCHE’ MUSICA E PITTURA INSIEME?

La pittura e la musica sono, in apparenza, due forme artistiche molto distanti tra loro poiché la prima appare caratterizzata da colori, linee e forme e la seconda è invece basata sui suoni. E’ tuttavia interessante riflettere sui rapporti e le analogie esistenti tra queste arti, indubbiamente diverse per i media utilizzati ma allo steso tempo profondamente simili per finalità.

Nel corso dei secoli con l’avvicendarsi di nuove epoche, nuovi gusti e nuove classificazioni, il legame tra la pittura e la musica fu sovente ricercato e sottolineato dagli artisti soprattutto tra Ottocento e Novecento. I pittori romantici cercarono, per primi, di ispirarsi alla forza espressiva della musica poiché essa, svincolata dalla necessità di riprodurre oggetti reali, poteva meglio di altre forme artistiche esprimere il mondo interiore dell’artista.

L’analogia tra pittura e musica fu talmente spontanea ed immediata in passato, così come nel presente, da permettere spesso uno scambio reciproco dei termini: per esempio si parla di “suoni chiari e suoni scuri” in musica o, viceversa, di “tonalità” in pittura. Fu tuttavia solo agli inizi del Novecento che il problema venne affrontato direttamente dai pittori (primo fra tutti Kandinskij e Klee) e dai musicisti (tra i quali Skrjabin e Schonberg).

Con l’astrattismo di Kandinskij nacque un’arte nuova, non solo perché per la prima volta essa si liberò dal vincolo naturalistico e imitativo, ma perché in essa era possibile riscontrare quell’attitudine sinestetica, che l’artista possedeva, nell’associare immediatamente colori e suoni. Si può notare, infatti, come i motivi diventarono progressivamente sempre più privi di elementi naturali ed i titoli, tratti per lo più dalla musica, privi di riferimenti oggettuali.

Attraverso questo breve excursus è possibile accorgersi di come mondi spesso lontani possano rivelarsi invece simili ed offrire, al contempo, a docenti e discenti spunti per riflessioni nuove ed affascinanti poiché come scrisse Kandinskij “il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde”.